Takenoko

Letteralmente traducibile in “Germogli di Bambù”, Takenoko è un semplice gioco da 2 a 4 aspiranti giardinieri Zen. L’ambientazione del gioco, splendidamente illustrata con un simpaticissimo fumetto nella prima pagina del regolamento, ci porta indietro di molti secoli, più precisamente nella corte dell’Imperatore giapponese. Il nostro compito sarà quello di gestire al meglio il suo giardino Zen, muovendo oculatamente giardiniere e panda (donatogli dall’Imperatore cinese come segno di amicizia) cercando di fare più punti possibile.

Il gioco
Il gioco si svolge in senso orario e termina quando un giocatore completa un certo numero di obiettivi. Il turno di un giocatore è composto da due fasi: il lancio del dado clima e lo svolgimento di due azioni diverse tra loro. Nello specifico, il dado clima conferisce la possibilità di svolgere un’azione speciale che varia in base al risultato. Le azioni ci permetteranno di coltivare il giardino zen (tramite la pesca di nuovi esagoni terreno), irrigare (tramite l’utilizzo di canali), far crescere il bambù (muovendo il giardiniere), mangiare il bambù (muovendo il panda) e pescare nuove carte obiettivo. Dal lato pratico, i giocatori vedranno crescere il giardino zen turno dopo turno (grazie all’aggiunta di nuove tessere), sposteranno vorticosamente il giardiniere ed il panda sul tavolo di gioco (i due “protagonisti” sono rappresentati da due belle miniature colorate) e cercheranno di far crescere (e di far mangiare, nel caso del panda) il bambù. Quest’ultimo elemento è rappresentato da sezioni di legno colorato ad incastro (in tre diversi colori) che faranno in modo che le piante crescano in verticale! Questo dettaglio è probabilmente il punto di forza del gioco: veder germogliare il bambù nel giardino con il giardiniere che rincorre il panda (e viceversa, quando il panda mangia tutto quello che il giardiniere ha appena seminato) è davvero gratificante sia a livello visivo che ludico. Lo scopo ultimo del gioco è proprio quello di creare delle situazioni all’interno del giardino (e nella plancia del giocatore) che possano soddisfare gli obiettivi che abbiamo in mano. Durante il proprio turno, come azione gratuita, un giocatore potrà calare uno o più obiettivi raggiunti ed ottenere il punteggio in essi indicato. È possibile scendere obiettivi già conseguiti in turni precedenti, tenendo conto che il limite massimo di carte che si possono tenere in mano è pari a 5. Quando un giocatore completa il numero di obiettivi richiesto per far terminare il gioco, otterrà anche la tessera bonus dell’imperatore. Segue infine un’azione aggiuntiva per tutti gli altri giocatori ed il calcolo del punteggio.

Dungeon Fighter

E’ arrivato venerdì scorso e da stasera potremo giocarlo! Ecco la recensione di Dungeon Fighter:

Non paga delle banane di “Monkey See Monkey Do” o dei cavalli drogati di “Horse Fever”, la Cranio Creations raggiunge un nuovo livello di demenzialità con Dungeon Fighter, che sbeffeggia i giochi a esplorazione di dungeon e trasporta l’atmosfera di un gioco di ruolo (scemo) in una meccanica originale che si riassume più o meno così: tira il dado, fallo arrivare il più possibile nel centro del bersaglio, ammazza il mostro. E, ovviamente, conquista il tesoro.

Dungeon Fighter è un collaborativo dove ogni giocatore interpreta un eroe fantasy. Procedendo lungo una serie di stanze, il gruppo incontra mostri (spesso ridicoli) che devono essere feriti lanciando dadi sul grosso bersaglio di cartone che sta al centro del tavolo: più ci si avvicina al centro, più il danno è alto. A questo, però, si aggiunge una lunga serie di difficoltà: innanzitutto ogni dado deve sempre rimbalzare sul tavolo prima di finire sul bersaglio. Poi può capitare di tutto: la Medusa deve essere affrontata ad occhi chiusi, il Drago Flatus soffiando il dado, il Re delle Scimmie tirando dal gomito, il Losco Figuro lanciando dietro alle spalle. Poi magari c’è la Spada dell’Amicizia che dà un bonus a chi tira con la mano di un compagno, o la stanza con la trappola che obbliga a lanciare saltando. Il tutto fino alla stanza con il Boss, il mostrone finale che ha bisogno di tutta l’abilità e la fortuna della compagnia per essere eroicamente sconfitto.
Insomma: un gioco divertente e scemo, con le belle grafiche di Giulia Ghigini che fanno da sfondo a un meccanismo intelligente e spassoso. Tenersene alla larga se si cercano fini strategie, tuffarcisi in fretta in ogni altro caso. Da segnalare tra gli autori il geniale contributo di Giuseppe Lapadula.