Keyflower

L’ennesimo gioco della serie Key vede da 2 a 6 giocatori impegnati alla costruzione di un proprio villaggio nell’arco di 4 turni/stagioni, tramite l’utilizzo di lavoratori in arrivo stagione per stagione con delle apposite tessere barca.

 

Il Gioco

Durante la partita si utilizzeranno varie meccaniche, dal piazzamento tessere, al pick-up and deliver, fino alla collezione di oggetti, ma il motore del gioco è sicuramente il piazzamento lavoratori sulle tessere esagonali. La cosa molto interessante che rende particolare Keyflower è che i lavoratori (meeples in stile Carcassonne) possono essere posizionati non solo sulle tessere per l’utilizzo immediato delle stessa (fase che ricorda un po’ Le Havre), ma anche per ottenere le tessere che in ogni stagione vengono messe a disposizione per l’acquisto (facendo una sorta di asta). I lavoratori che ognuno possiede inizialmente, e che tiene nascosti dietro lo schermo, sono di 3 colori: gialli, rossi e blu. Una volta piazzato un lavoratore per l’utilizzo o per un’offerta su una tessera, quello sarà l’unico colore che si potrà utilizzare per futuri rilanci di offerte per portarsi a casa la tessera o riutilizzare la stessa.

I lavoratori possono essere posizionati anche sulle tessere altrui (il che porta grande interazione e grandi bastardate) o su quelle messe attualmente all’asta e tali lavoratori, alla fine della stagione, finiranno dietro lo schermo del proprietario della tessera o di chi se l’è aggiudicata.

Durante il gioco arriveranno meeples anche di colore verde, che essendo più “rari” (specie nelle prime stagioni) permettono di rendere più esclusivo l’uso delle tessere su cui si piazzano, o più economico (come numero di meeples da utilizzare per ottenere una tessera) l’acquisto di nuove tessere esagonali. Ma attenzione alla scelta del loro piazzamento, perché potrebbe essere un’arma a doppio taglio…

I meeples possono anche essere piazzati sulle tessere turno per ottenere nuovi lavoratori che, a fine stagione (tranne l’ultima, l’inverno), arriveranno su tessere barche.

Nelle prime due stagioni ci sono principalmente tessere per la produttività del villaggio in termini di merci, nuovi meeples e per le abilità speciali, nelle ultime due quelle che danno punti e bonus per fare ulteriori punti.

Vince chi ha allestito il villaggio (molte tessere danno punti a fine partita) ed ha collezionato oggetti (meeples, abilità, merci) che fruttano più punti.

Bora Bora

Bora Bora è il primo dei quattro giochi previsti per il 2013 a firma Stafan Feld. Forse il più atteso, vista la casa produttrice (la ben nota Alea), l’hype sul misterioso meccanismo di gestione dadi e le voci messe in giro dai fortunati playtesters che ne parlavano come del miglior titolo in assoluto dell’autore. È un gioco corposo nei materiali, destinato a un pubblico non occasionale ma con una meccanica di base tutto sommato semplice. Come in altri titoli di Feld, i modi per fare punti sono tanti e variegati, il difficile è farli fruttare al meglio.

Ambientazione
A Bora Bora, nella Polinesia francese, la nostra tribù sarà chiamata ad espandersi, prosperare e rendere omaggio agli dei dell’arcipelago. Costruendo nuove capanne avremo più spazio per uomini tatuati e donne che raccoglieranno per noi conchiglie, con cui acquistare orribili gioielli etnici. Entrambe i sessi concorreranno a costruire non ben identificati edifici e portare a termine coinvolgenti incarichi come collezionare braccialetti o tronchi di legno. Inoltre potremo rendere omaggio alle tipiche divinità polinesiane: il dio blu, il dio rosso, il verde e altri cromatici esseri superiori.

Il Gioco
Il tabellone ci mostra le 5 isole dell’arcipelago, divise in 12 regioni di 4 tipologie (sabbia, montagna, foresta, pianura). Ogni regione ha adiacente un banco di pesci, una risorsa e uno spazio per le capanne dei giocatori. Sulla parte destra del tabellone campeggiano il tracciato di status (che influisce sull’ordine di gioco), quello dei templi (a cui sono destinati i sacerdoti), lo spazio per i gioielli in vendita (4 per turno), gli incarichi a disposizione e 12 tra uomini e donne. Tutto attorno corre la classica traccia dei Punti Vittoria (PV).
Al giocatore è destinata una plancia individuale con, a destra, gli spazi per tessere divinità, gioielli acquisiti, capanne, popolazione, edifici, materiali e incarichi. Sulla sinistra il riassunto iconografico delle principali informazioni di gioco.

Ludoteca ideale 2013: i giochi per bambini

Finalmente disponile la lista dei giochi della categoria “Bambini” tra i quali saranno selezionati i migliori 3 titoli che saranno premiati e dimostrati a PLAY 2013. 1    123 Stella    Clementoni 2    Acchiappamostri    Red Glove 3    Arrgh Tek    Giochi Uniti 4    AstroNuts    Mucke Spiele 5    Caccia al fantasma    Clementoni 6    City Alarm    LEGO 7    Dobble    Asterion…

Ludoteca ideale 2013: I giochi da tavolo

Ecco la lista della categoria “Giochi da Tavolo” tra i quali saranno selezionati i migliori 10 titoli che saranno premiati e dimostrati a PLAY 2013. 1    1830    Giochi Uniti 2    1969    Cranio Creations 3    Alcatraz, il Capro Espiatorio    Cranio Creations 4    Ambra    Uplay.it 5    Ark & Noah    Placentia Games 6    Atlantis    Giochi Uniti 7    Avanti…

Village: La vita è un gioco

Dagli autori di “A Castle for all Seasons”, Inka e Markus Brand, ecco arrivare Village, una delle novità di Essen 2011 passate più in sordina, ma che vede crescere, piano piano, sempre di più il numero di estimatori. Si tratta di un gestionale con la meccanica del “piazzamento lavoratori”, da 2 a 4 giocatori, rapido nel tempo di gioco e con l’aggiunta di un intrigante elemento temporale che porta alla morte, durante la partita, di alcune delle pedine in gioco.

 

Ambientazione
In un tranquillo villaggio del tardo Medioevo (presumo) si svolge la vita della vostra famiglia, tra campi di grano, fiere mercantili, lavori manuali e la Santa Messa domenicale. I problemi che la vostra progenie dovrà affrontare (oltre alla preoccupazione per lo strambo cugino partito all’avventura verso terre lontane…) sono legati alla vita di tutti i giorni, col tempo che passa inesorabile e porta alla scomparsa delle vecchie generazioni per lasciar posto alle nuove. Coloro che hanno lavorato sodo da vivi, saranno ricordati con onore anche da morti, accrescendo il prestigio del vostro nome e, magari, regalandovi la vittoria.

Il Gioco
La bucolica plancia raffigura il Villaggio, con tutte le zone in cui è possibile interagire. Troviamo la piazza, il mercato, la chiesa, la Camera del Consiglio, il pozzo, un cimitero per le persona famose e uno per i comuni mortali e infine la via che conduce ai paesi vicini, pieni di mistero e nuove esperienze. Tutto attorno scorre la striscia dei Punti Prestigio (PP d’ora in poi), dai quali dipenderà il vincitore finale. Ogni giocare dispone poi della propria plancia Fattoria, con tanto di casetta, magazzino per il grano e le altre risorse e un tracciato del tempo che scandisce lo scorrere delle stagioni e determinerà la dipartita dei vostri familiari.

Tzolk’In: Il calendario Maya

Subito disponibile anche in italiano grazie alla Cranio Creations, Tzolk’in si propone come un gestionale di media difficoltà che rielabora il classico piazzamento lavoratori grazie a qualche tocco originale, e che sfrutta un’ambientazione tanto cara a questo 2012 per ovvi motivi di scongiuri, ovvero le civiltà precolombiane: i Maya, in questo caso.

 

Ambientazione

Visto che questo sarà l’ultimo anno di gioco dell’umanità quale modo migliore per salutarlo che non giocando a Tzolk’in, titolo che rende omaggio agli antichi Maya e alle loro allegre profezie?

Come capitribù dovrete far prosperare la vostra gente sfamandola, costruendo templi, avanzando tecnologicamente e onorando gli dei. Chi saprà far meglio tutte queste cose vincerà la partita, ma sarà comunque sterminato dagli europei assieme al suo popolo. Forse, al posto della fine del mondo, avrebbero fatto meglio a far le cose in piccolo e prevedere la loro, correndo ai ripari. Peccato.

Il Gioco

Il tabellone (molto bello) rappresenta una giungla abitata da un’intera civiltà Maya. Sulla sinistra campeggiano le 5 ruote dentate piccole che girano tutte assieme, mosse da quella grande, centrale. Sulle ruote sono presenti degli spazi per piazzare i propri lavoratori e ad ogni spazio corrisponde un’azione e un costo da pagare in mais per piazzarvi il lavoratore. A destra sono poi raffigurati i 3 templi degli dei, le 4 scale tecnologiche e gli spazi per gli edifici e i monumenti costruibili, oltre allo slot dedicato al segnalino primo giocatore.

Timeline

L’apriscatole è stato inventato prima o dopo la lampadina? Beh, sicuramente dopo gli occhiali… giusto? Uhm… oppure è stato ideato dopo l’invenzione del telegrafo ma prima del telefono? Queste sono le tipiche domande che ti farai giocando a Timeline ogni volta che proverai a giocare una delle tue carte. Il gioco si spiega in pochi…

Ora et Labora

Ambientazione
Siamo nell’alto medioevo e i giocatori sono dei capo convento che inviano il loro priore e due conversi a produrre risorse e costruire insediamenti.
Siamo nel periodo d’oro del monachesimo e non a caso “Ora et Labora” è il motto con il quale è riconosciuto l’ordine monastico dei benedettini.
Gran parte della cultura e delle tecniche agricolo/artigianali del tempo hanno potuto continuare e prosperare grazie alle diocesi, nelle quali gli abati rivestivano un ruolo politico non indifferente in secoli di debolezza amministrativa statale.
Gli estimatori di romanzi tipo “Il nome della rosa” troveranno pane per i loro denti.
Il gioco è proposto in due ambientazioni leggermente diverse: quella irlandese basata sulla birra ed il whiskey e quella francese con il pane e il vino.