Giochi da tavolo nel paese del Sol Levante

Giochi da tavolo nel paese del Sol Levante

Sono appena tornata da una vacanza in Giappone.
Beh, beata te, ma cosa c’entra con i giochi da tavolo?” penserete voi. Semplice, mentre ero lì ho visitato alcuni negozi che vendevano gdt e ho ripensato ad un simpaticissimo anime visto qualche mese fa, che parla proprio di giochi da tavolo in Giappone.

Il Giappone non è esattamente il primo paese per produzione di giochi, eppure ne importa tantissimi, localizzandoli e dando la possibilità a tutti di conoscerli, e l’anime di cui vi parlerò vuole evidenziare proprio questa “novità” sul mercato ludico nipponico.

Copertina di Houkago Saikoro Club - i giochi da tavolo in Giappone - Herberia Arcana

Houkago Saikoro Club

(lett. il club dei dadi del doposcuola)
In questo slice of life ci troviamo a Kyoto, dove Miki, una ragazza molto timida, incontra Aya, una nuova arrivata in città che con la sua esuberanza la spinge a fare amicizia con lei. Le due scopriranno che la loro capoclasse, Midori, dopo la scuola lavora in un negozio di giochi da tavolo.

Inizia così la loro amicizia fondata sui boardgame, titoli realmente esistenti di cui vengono brevemente spiegati anche i regolamenti.

Miki da Houkago Saikoro Club - i giochi da tavolo in Giappone - Herberia Arcana
Miki, una delle protagoniste, con alle spalle diversi giochi da tavolo

Ogni puntata si focalizza su un gioco diverso che, in qualche modo, si lega alla storia personale di una delle protagoniste, che quindi tramite il gioco riesce a “riscattarsi” o semplicemente comprendere meglio se stessa.
Il gioco quindi diventa metafora, oltre che divertimento e strategia, nella maggior parte dei casi.

Ho trovato questo anime di dodici episodi molto godibile. I disegni sono molto graziosi e colorati, ed è molto bello vedere come un determinato gioco è stato utilizzato per dar voce ai problemi dei personaggi, o risolverli.

Inoltre grazie ai “tutorial” presenti nelle puntate, ho anche potuto conoscere e imparare nuovi giochi!

Ci vuole un villaggio

Nel corso delle puntate scopriamo che Midori è anche un’aspirante autrice di giochi, ma ha molta difficoltà nel migliorare il suo prototipo.
Le si fa notare che “ci vuole un villaggio per crescere un bambino“, cioè bisogna chiedere il parere di molte persone, fare tantissimi playtest e accettare tutte le critiche per poter dare vita ad un gioco degno di questo nome.

Quante volte ci siamo ritrovati davanti ad un gioco mediocre con tantissimi bug perché l’autore ha avuto fretta di pubblicarlo?
Questo proverbio vuole insegnare proprio questo: nonostante l’autore sia in genere uno, non deve e non può costruire il suo gioco da solo, senza uno o più aiuti esterni. Anzi, è parte essenziale del gioco stesso.

A voi è capitato di provare dei giochi da tavolo in Giappone? Magari portandoli al rientro come souvenir? O vi siete semplicemente divertiti a vedere i nomi tradotti dei vostri giochi preferiti?

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Giulia Licciardello

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